Dieci anni. LacMus Festival ha già un passato, una storia, sue tradizioni, suoi ricordi. E questo traguardo è un evento da festeggiare. Come? Mantenendo la stessa qualità elevata delle proposte musicali. In questo decennio, LacMus Festival si è dato una fisionomia originale, anzi unica: la musica più sublime viene incorniciata in luoghi dall’architettura altrettanto straordinaria, inseriti in un paesaggio che accoglie e unisce la contemplazione uditiva a quella visiva. Un simile gioco di scatole cinesi di bellezza non si ritrova in nessun altro festival al mondo. E dunque, il modo migliore per celebrare è conservare questa originalità, questa unicità, e continuare a esplorarla e approfondirla.
Così, l’edizione del decennale riallaccia i fili di tanti eventi che si sono succeduti in passato. Prendiamo ad esempio la Musical Meditation. È una tradizione nata il primo giorno del primo anno, quando il pubblico poté ascoltare la voce meravigliosa di Christiane Karg sotto le volte del Santuario della Madonna del Soccorso. L’edizione del decennale torna nello stesso luogo con la stessa voce, con un programma di Lieder di Duparc, Wagner e Liszt, proprio per riallacciarsi idealmente a quel punto di inizio.
L’indomani, Louis Lortie esegue il non plus ultra del repertorio pianistico, l’integrale degli Studi di Chopin: e anche quella delle integrali è una tradizione ormai radicata. L’8 luglio torna il grande fisarmonicista francese Richard Galliano, l’unico maestro del jazz finora ospitato da LacMus Festival, con le sue travolgenti improvvisazioni su repertorio sia di jazz, sia di tango e canzone francese. E a Villa Carlotta torna Johannes Brahms, che c’era venuto di persona, nel 1884, e a cui è dedicato un concerto, tutto di musica da camera, proprio nel luogo dove aveva soggiornato.
Un elemento che caratterizza a fondo l’edizione del decennale è l’arpa. Anneleen Lenaerts, dei Wiener Philharmoniker, accompagna la voce di Christiane Karg, poi Elisa Netzer dona un concerto nel parco davanti al lago e al sorgere del sole, e ancora Stefania Scapin, in duo con il flauto di Andrea Manco, porta a Villa Làrio quasi quattro secoli di musica per lo strumento. Ben tre i recital di grandi voci dell’opera, protagonisti René Barbera, Anna Pirozzi e Alessia Panza, quest’ultima con l’Orchestra Sinfonica di Milano, che ha anche un concerto tutto per sé, con Brahms e Liszt, in un programma quasi tutto ungherese. Né mancano la Musical Greenway, in giro per le bellezze lungo il lago, la serata con gli appassionati non professionisti di tutto il mondo in Vive les amateurs!, quest’anno incentrata sulle musiche per cinema e teatro, e naturalmente lo spazio per i bambini. Sono tante le belle tradizioni che LacMus Festival ha saputo creare e sviluppare in questi dieci anni; e neanche una è andata perduta.